Prova FiMi X8 SE

Dopo il successo commerciale del Mi Drone 4k, basato su ottime caratteristiche di volo, buona qualità di immagine, prezzo giusto e design moderno e gradevole, Fimi ci riprova con l’X8 SE.

Questa volta però Fimi punta dritto al settore attualmente più remunerativo, quello dei droni pieghevoli. La scorsa generazione forse aveva osato di più con il design inedito del cavalletto ripiegabile, mentre quest’anno l’ispirazione ai modelli dei competitor è più evidente e meno originale. il Fimi X8 SE somiglia insomma più ai diretti competitor: è capace di ripiegare i sui bracci, passando così da un ingombro di circa 35 x 35 x 7 cm a uno di soli 20 x 10 x 7 cm. Piccolo come un DJI Mavic Pro.
Nonostante le dimensioni notevolmente più contenute resta confermata, almeno sulla carta, la scheda tecnica della fotocamera, sempre in 4k.
Risulta essere notevolmente evoluto invece il flight controller, che già sulla generazione precedente ci aveva convinto.
è possibile acquistare il drone Fimi X8SE a un prezzo di orientativamente 370 €, dalla Cina.

Confezione

Di dimensioni contenute, al suo interno vi sono: un caricabatterie purtroppo con attacco proprietario, con bilanciamento, qualche elica di ricambio, il drone ripiegato, una batteria e il telecomando.

Telecomando

Con il telecomando si apprezza l’esperienza che Fimi ha maturato negli anni, visto anche il segmento di amatore avanzato cui è rivolto il prodotto. Buone la plastica e la gomma degli inserti, ottimi accoppiamenti e rifiniture. Buone anche le leve, con un ottimo grip, e la disposizione logica dei comandi. Ancora una volta è presente lo slider per attivare il Return-To-Home, soluzione superiore a tutti gli altri competitor, DJI compresa. Non ci piace molto il posizionamento dello smartphone che, ancorato al centro del telecomando, obbliga a rimuovere le cover più ingombranti; ma ne apprezziamo la razionalità della soluzione. Il cavo è di tipo standard, usb – usbc/usbd/iphone, anche se a causa del già citato layout sarà possibile utilizzare un cavo generico solo sistemando il telefono in maniera un po’ precaria. Dobbiamo segnalare un piccolo problema avuto con il nostro esemplare (regolarmente acquistato, ma facente parte di uno dei primissimi batch), che però l’assistenza ha risolto immediatamente inviandoci un nuovo telecomando a seguito della nostra segnalazione.
Unico punto debole del telecomando ci è sembrata la batteria, che, complice anche la ricarica dello smartphone, non durerà più di cinquanta minuti. Può sembrare molto, ma vista l’ottima autonomia di volo del drone (come vedremo in seguito), rappresenta un limite per chiunque voglia volare con più di una coppia di batterie.


Fortunatamente è possibile caricare il telecomando on-the-go con un comune battery pack per cellulare, ma è un oggetto in più da portare con sé e comunque un elemento da tenere sempre presente.
La radio ha insomma passato il nostro test: un’ottima realizzazione, una buona ergonomia ed i comandi completi e intuitivi ci hanno convinto. Ricordatevi solo un battery pack sempre carico. Il Range è ben oltre ciò che consente la normativa corrente, di circa un ordine di grandezza – una enormità.

Drone

Il Fimi X8 SE è un drone pieghevole della categoria Full Size, cioè per intenderci ha grossomodo le dimensioni di Mavic Pro, Mavic 2 Zoom e Mavic 2 PRO. più grande e pesante quindi di Parrot Anafi o di Mavic AIR. E’ di ottima fattura; ripiegato è un blocco particolarmente solido e denso di plastica e alluminio, e dà l’impressione che sopporterà senza difficoltà qualche maltrattamento nel trasporto. Unico punto debole potrebbe rivelarsi il gimbal, sprovvisto purtroppo di una qualsiasi protezione è troppo esposto agli urti. Al momento non abbiamo trovato neppure da terze parti una protezione per il trasporto.
L’apertura non avviene come per il Mavic, con i bracci posteriori che si aprono verso il basso, ma tutti i quattro si dispiegano verso l’esterno (e nemmeno come il Parrot Anafi, a farfalla). Un bel click che ci conforta circa l’avvenuta apertura. Sarà necessario aprire prima i bracci anteriori. Segnaliamo solo un leggero attrito tra i bracci e le cerniere in fase di chiusura, di pochissimo conto ma segno che le tolleranze e la rigidità delle plastiche non è a livello di DJI.
Come sempre per i droni foldable, è meglio non testare la resistenza a cadute accidentali!
I supporti in gomma, sulla base e sotto i motori anteriori, offrono una clearance adeguata e ci permettono di partire anche su superfici non perfettamente regolari, ma il gimbal rimane un po’ troppo vicino al terreno.


Sulla parte posteriore trova posto una spia, oltre a quelle presenti sui motori anteriori dedicate al posizionamento, che ci informa dello stato del drone (batteria, armato, etc.).


Sulla parte inferiore, realizzata in gran parte in alluminio, trovano posto l’emettitore a ultrasuoni per il calcolo della clearance e una camera secondaria optical flow, per il posizionamento in aiuto al GPS e per l’RTH di precisione.
Il disegno generale è improntato alla razionalità ed efficienza, però il modello precedente era senz’altro più raffinato e iconico.

Firmware

Come già visto su altri prodotti Fimi (Xiaomi), tutto il processo di aggiornamento si gestisce all’interno dell’app Fimi. Gli aggiornamenti
sono frequenti, e se da una parte capita spesso che rubino tempo al volo, si deve ammettere che sono segno di una costante attenzione al prodotto. Al primo avvio abbiamo perso circa 20 minuti (e il 20% di batteria) per aggiornare gli infiniti componenti del drone, e la cosa capita non di rado. Il consiglio è quello di verificare prima di uscire di casa la presenza di aggiornamenti. Contiamo comunque che una volta raggiunta la maturità del prodotto gli aggiornamenti saranno meno frequenti. D’altra parte anche con DJI la situazione è la stessa, e relativamente agli altri competitor non fa che peggiorare (stiamo guardando te, Hubsan!).

Volo

Ottimo! In volo il drone è stabilissimo. La capacità di mantenere la posizione è al livello di DJI della precedente generazione (da cui prende …ispirazione?). Non c’è nessuna incertezza quando si impartiscono i comandi, il drone risponde in modo facile e diretto.

Non ci sono difetti da segnalare, come perdite di quota durante le manovre più rapide o difficoltà nelle rotazioni YAW veloci. Buona la resistenza al vento e a raffiche improvvise (quasi come il Mi drone 4k), anche se l’alert di volo in condizioni di troppo vento avviene sin troppo presto, il che rende la segnalazione meno utile di quanto potrebbe essere. Assenti del tutto i sensori anti collisione, che ragionevolmente verranno implementati su altre versioni dell’X8 vista la maschera semitrasparente subito sopra il gimbal e la desinenza -SE nel nome del velivolo. Peccato, perché anche se spesso criticati, possono essere molto utili se utilizzati in maniera adeguata, e possono salvare il drone in modalità RTH.


Come spesso capita, per consentire una manovrabilità sufficiente in ogni frangente, la risposta delle leve è troppo rapida per consentire buone riprese video mentre si controlla il drone manualmente. Bisogna fare un’attenzione davvero eccessiva per evitare movimenti troppo veloci. Ricordate quindi di attivare la modalità cinematica o quella tripod prima di effettuare riprese in modalità manuale.
In questo DJI, con il comodo selettore triplo sport/normal/tripod, resta avanti.

Smart Flight

Un grande passo in avanti rispetto al precedente Mi Drone 4k è stato fatto anche in merito alle modalità di volo smart.
Sono presenti tantissime modalità di volo e di ripresa, che mitigano il problema – comune a quasi tutti i droni enthusiast – della eccessiva reattività dei comandi in fase di ripresa. Sotto la categoria “Cine Shot“, vanno le modalità Rocket (il drone si allontana verso l’alto riprendendo il soggetto), Dronie (identica ma il drone si allontana verso una determinata direzione), Circle e Spiral, ma anche e soprattutto quella Tripod, per rallentare ancor di più i movimenti del velivolo.
Evoluta la pianificazione dei voli che contempla tutte le classiche opzioni tap-to-flight, pianificazione in volo o su mappa etc. Permette persino – anche se visto il range del telecomando siamo nell’illegalità più assoluta- la prosecuzione della missione in caso di perdita di segnale (in luogo del classico Return-to-home).
Sono presenti modalità di tracciamento automatico del soggetto, sia in modalità libera (il drone potrà muoversi nel tentativo di mantenere un’inquadratura costante), che locked (in cui il velivolo resta immobile nell’aria e si limita a inquadrare costantemente il soggetto). Presente inoltre una modalità in cui il drone utilizzerà i dati della fotocamera e del sensore a ultrasuoni per mantenere l’inquadratura sul soggetto muovendosi parallelamente ad esso.
Non mancano, e sono ben implementate, le modalità Panorama, Motion-Lapse ed Hyperlapse.


In generale le impostazioni di ciascuno di queste modalità di volo e/o di ripresa sono complete e ricche di dettagli, al punto che l’app a volte non riesce a mascherare la grande complessità dei menù. E’ comunque preferibile, in questa categoria di prodotto per amatore evoluto, avere la possibilità di personalizzare al meglio le missioni piuttosto che avere un’app più snella.
Una piccola delusione è rappresentata forse dall’atterraggio di precisione, che spesso non riesce ad “agganciare” il pattern di partenza e quindi sbaglia di uno o due metri affidandosi al solo GPS. DJI riesce decisamente meglio, chiaro si tratta di un prodotto che costa almeno 3 volte di più ma pare che per quanto trattato in questo paragrafo sia l’unico vantaggio che ancora si riservi!
Ancora, un piccolo glitch che abbiamo scovato avviene durante le missioni automatiche in notturna: è possibile tra le altre cose richiedere al drone di scattare una foto una volta giunto in un determinato waypoint, e poi di ripartire. Se però il tempo di scatto è molto elevato (può arrivare fino ad 8 secondi), cosa che appunto può capitare per scatti notturni, il drone ripartirà prima della fine dell’esposizione restituendo così immagini mosse. Abbiamo visto che è possibile far stazionare il drone in un waypoint prima di scattare, ma purtroppo non è possibile scattare e restare in hover per qualche secondo!

Batteria

Anche in questo caso ci sono miglioramenti sul modello precedente, che già faceva bene a meno di improvvisi inconvenienti in volo (probabilmente la resa discontinua delle batterie era IL problema del Mi Drone 4k).
La durata delle batterie è assolutamente allineata ai competitor top in categoria consumer. Si possono fare tranquillamente venticinque minuti di volo con una singola batteria, anche se consigliamo di tenersi sui venti-ventidue minuti (comunque tantissimo) di volo effettivo, e di pianificare sempre per quindici minuti, regola quest’ultima di carattere generale. In caso di bisogno assoluto, in condizioni ottimali, è possibile tenere il drone in volo per trenta minuti. Un risultato davvero ottimo. Portatevi un battery pack per il telecomando se avete qualche Li-po in più!
Peccato per l’attacco proprietario del caricabatterie, che nonostante non sia affatto troppo lento (40W, una batteria in circa un ora e mezza dal 15%), non offre indicazioni sul bilanciamento delle celle, obbliga a caricare una batteria per volta e, visto il pedigree (mi 4k), non gode della fiducia più incondizionata.

Foto & Video

Ok, fino a questo punto non sono emerse differenze abissali con il competitor naturale e mai nominato, il DJI Mavic Pro di prima generazione. E anche il reparto video tiene, seppure a fatica, il passo del primo foldable consumer DJI. Purtroppo però – e con rammarico perchè in maniera del tutto risolvibile – al momento il Fimi X8 SE non è all’altezza dei competitor nel comparto fotografico. Ma andiamo con ordine.
Anche in questo caso i menu sono ricchissimi di impostazioni e di personalizzazioni, dalla chiave colore agli iso, al tempo di esposizione, fino al formato DNG per le foto.
I video, fino a quando la scena non necessita di una gamma dinamica particolarmente vasta, e fino a quando si fa attenzione a non strafare con i comandi (che vi ricordo sono molto reattivi), sono ottimi. Purtroppo è facile bucare le luci, e altrettanto facile trovarsi con le zone in ombra con molto rumore, e fin qui siamo (purtroppo) spalla a spalla con il già citato DJI (entrambi i foldable DJI di seconda generazione fanno meglio).
Le foto dovrebbero offrire una qualità migliore grazie al supporto del formato DNG, attraverso i quali, equivalenti di un negativo in digitale, è possibile demandare la post-produzione al pc di casa ricorrendo per esempio a sofisticate tecniche di attenuazione del rumore, di recupero delle alte luci e di variazioni cromatiche.
Purtroppo però i file DNG vengono presi tal quali dal sensore, e non pre-processati come avviene sulle moderne macchine fotografiche digitali. A causa delle caratteristiche proprie della lente, e cioè una forte distorsione, vignettatura e difformità cromatica, difetti che di per sé sarebbero veniali, e a causa anche dell’assenza di un tool per lo sviluppo dei file grezzi, i DNG sono di fatto (al momento) inutilizzabili. Rimaniamo così con i classici JPG già confezionati alla meno peggio dall’elettronica del drone, con limitata possibilità di intervento in post-produzione.
Peccato perché il problema sarebbe aggirabile forse via firmware tramite un aggiornamento della camera, oppure con il rilascio di uno strumento per il pre-trattamento dei DNG.

Conclusioni

il Fimi X8 SE merita senz’altro di essere considerato seriamente, è anzi privo di competitor se si riesce ad acquistare al prezzo in offerta al di sotto dei 380 €. Il prezzo di listino di 500 € lo pone invece vicino allo street price di Parrot Anafi.
Il Parrot ha una qualità di immagine leggermente superiore, è più piccolo e leggero e si carica con un caricabatterie USB. Ma costa di più, soffre di più le condizioni meteorologiche, non è altrettanto stabile, ha un radiocomando che non ci è piaciuto e soprattutto ha un Range abbastanza limitato.
A anche al DJI Mavic Air vanta qualità di immagine e portabilità superiori, ma è molto più caro, costando praticamente il doppio (nel momento in cui scriviamo circa 650/770 €), e vale anche qui il discorso relativo al Range.
Il Fimi è per caratteristiche fisiche più simile ai foldable appartenenti alla serie DJI Mavic Pro. Questi ultimi hanno performance generalmente superiori, però vanno fatte considerazioni sul costo, da circa 800 € fino a 1.500 €, che ne fanno un prodotto con un mercato completamente differente.
In conclusione al prezzo giusto il Fimi X8 SE ottiene la nostra approvazione completa, con l’unica eccezione rivolta al fotografo esigente che ha bisogno di processare gli scatti in post-produzione, a cui ad oggi l’unico drone foldable che possiamo consigliare è il Mavic 2 Pro. Le pochissime segnalazioni riportate non sono mai critiche e non compromettono la fruibilità del prodotto, sia per la creazione di video amateur che per l’uso ricreativo.

  • Costruzione
  • Volo
  • Telecomando
  • Video/Foto
4.3
2 Comments
  1. Avatar
    • Il Dronista

Add a Comment

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *