Droni e Ambiente – La discarica di Terzigno

L’ utilizzo delle riprese aeree per i sopralluoghi nelle fasi preliminari di un progetto architettonico e’ senza dubbio uno strumento che arricchisce il carico di informazioni e percezioni dei progettisti. Da quando disponibili, le prime foto aeree hanno rivoluzionato i metodi di acquisizione ed elaborazione dati di diverse discipline.

 

vista

 

Oggi, il range di distanze da cui e’ possibile osservare il territorio ed i manufatti e’ saturato dall’utilizzo dei satelliti per le scale di rappresentazione più ampie, sino alle riprese ravvicinate dei non più pionieristici droni. Non più pionieristici al punto che l’ENAC, l’ente nazionale aviazione civile, si è interessata agli oggetti volanti e ne ha normato l’utilizzo.  Elementi salienti di detta normativa sono senz’altro la necessità da parte del dronista di munirsi di patentino di volo, alla stregua dei piloti di aeromobili, e questione ancora spinosa quella della necessità di assicurare il velivolo. Abbiamo notizia di come i primi casi di richiesta di assicurazione ha visto la creazione di polizze ad-hoc in assenza di una casistica precedente.

Una applicazione pratica: nell’affrontare un sopralluogo preliminare ad un progetto di riqualificazione ambientale, nello specifico la trasformazione di un ex sito adibito a discarica, il drone – attezzato con gimbal e telecamera Mobius – , ci ha restituito immagini di gran lunga più significative di normali immagini ad altezza uomo, in grado di meglio rappresentare il rapporto del sito in oggetto col territorio circostante. Dato non trascurabile per un buon progettista.

 

terzigno

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Discarica di Terzigno - Suolo

Discarica di Terzigno - Altezza Uomo

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