Prova Hubsan ZINO H117S

Dronisti, abbiamo ricevuto circa un mese fa l’Hubsan ZINO Indiegogo 4k edition tramite la nota piattaforma di crownfounding cinese. Ecco la recensione aggiornata.

Si tratta del primo drone pieghevole ed economico fornito di gimbal a tre assi e camera 4k. Nel corso della campagna di crownfounding era possibile preordinare il drone con circa 260 euro, mentre ad oggi i prezzi migliori dalla Cina si assestano intorno ai 300 euro, comunque ben al di sotto della serie Mavic disegnata dai profetici ingegneri della DJI.

Il drone, nonostante il prezzo estremamente basso per un 4k fold, ha notevoli caratteristiche e solo raramente gli sforzi per contenerne il costo hanno ripercussioni sull’effettivo utilizzo. Vediamo in dettaglio.

Confezione

di dimensioni contenute, è ben realizzata. Al suo interno vi sono: un caricabatterie tre celle alto voltaggio, lento ma con bilanciamento, qualche elica di ricambio, il drone e il telecomando. Tocco carino e utile, la presenza del copri gimbal in plastica rigida, dotato di un aggancio solido per portare in giro il drone, ad esempio in uno zaino, senza troppi patemi d’animo.


Copri gimbal in plastica rigida

Telecomando

Nota negativa la plastica scadente con cui è realizzato il telecomando. Le leve ci sono apparse troppo morbide e inoltre, ancor più grave, il cavo per collegare il telecomando al cellulare è di tipo proprietario (micro usb – usb C/micro/Apple), quindi in caso di dimenticanza sul campo purtroppo nessuno potrà aiutarci.

Mai dimenticare il cavetto!

Ancora una pecca per il telecomando: il pulsante per il RTH, il ritorno alla base di emergenza, è, appunto, un pulsante. Il problema è che il RTH viene di solito utilizzato quando il drone sta per perdere il segnale (ha molto probabilmente già perso il segnale di ritorno al telecomando), e quindi attraverso la pressione di un semplice pulsante non è possibile avere riscontro immediato sia di avere impartito correttamente il comando, sia che il drone abbia ricevuto il segnale.
Migliore sarebbe stato l’approccio con un interruttore a due posizioni; in questo modo, azionato con sicurezza per l’operatore l’interruttore RTH, il telecomando manderebbe costantemente la richiesta al drone di effettuare un RTH. Così, anche quando la distanza è al limite delle possibilità del telecomando, sarebbe sufficiente un singolo segnale per recuperare il drone.
@hubsan: perché non riassegnare in una v2 del telecomando il funzionamento dello switch normal/sport al Return-to-home?
A parte quanto segnalato, la radio ha una buona ergonomia ed i comandi sono completi e intuitivi.

Drone


Il drone sembra particolarmente solido, leggero e ben costruito, e dà l’impressione che sopporterà senza difficoltà un viaggio in uno zaino o simili. E poi… Finalmente un pieghevole decente, che non costi però quanto un DJI!
Unica nota negativa sono i motori posteriori che, quasi a contatto con il suolo, sono soggetti a raccogliere sporco dalla superficie di decollo/atterraggio.

Firmware

Una volta acceso siamo riusciti – nonostante quello che si legge in giro – a fare immediatamente il pairing; per prima cosa, giustamente, viene richiesto di testare la velocità della memory card. Poi l’accuratezza del GPS, attraverso un confronto drone – telefonino. Tramite le impostazioni è possibile skippare questo controllo e volare in totale assenza di segnale satellitare (non consigliato vista l’assenza di qualsiasi altro ausilio).
La procedura di aggiornamento è più complessa del previsto. I tre componenti del drone, flight controller, gimbal e camera, vanno aggiornati singolarmente e per ciascuno è prevista una specifica procedura che va dall’essere semplice, come copiare i file nella memory card, ma anche più complessa, al punto di dover attaccare il drone al pc e installare i driver. Peccato, speriamo che in futuro la procedura venga snellita. – Aggiornamento: con il nuovo firmware il tutto è addirittura più complicato! per aggiornare il telecomando avrete bisogno di cortocircuitare due contatti sulla base dello stesso. Ma fatelo, ne varrà la pena.

Volo

In volo il drone è silenzioso e stabile. A malincuore si nota sin dalle prime fasi un discreto lag, o ritardo, nella esecuzione dei comandi impartiti col telecomando. In presenza di vento, o in caso di spazi ristretti, può mettere in difficoltà anche il pilota più esperto. Il lag è stato ridotto a pochi ms con l’aggiornamento di marzo
Si  avverte anche subito la leggerezza del mezzo, che premia tempi di volo, maneggevolezza e rapidità del velivolo ma di contro lo rende molto sensibile al vento. Anche la sensibilità al vento è ridotta con il nuovo firmware del flight controller


Inoltre va segnalato (ma a questo prezzo non si può parlare di difetto) che il drone è sprovvisto di qualsiasi sistema di rilevamento ostacoli e del sensore a infrasuoni o ottico sulla parte posteriore, quindi è sì stabile, ma certamente lontanissimo da Mavic o FiMi 4K/X8, e non sarà mai immobile nell’aria come questi top di gamma. Ancora attenzione al vento in presenza di ostacoli!

Il volo del drone è veloce e reattivo, più orientato al divertimento che alla realizzazione di video professionali. Risulta difficile realizzare panning di livello cinematografico in maniera soddisfacente, in parte per la già citata reattività e sensibilità al vento, in parte per le leve del telecomando troppo morbide.

Smart flight

In nostro aiuto giungono le modalità di volo intelligenti, da questo punto di vista paragonabili a quelle di droni che costano cinque volte tanto. Vi anticipiamo che la parte smart del drone ci è piaciuta davvero tanto per immediatezza d’uso e completezza di funzioni.


Per esempio, nella modalità Waypoint è possibile memorizzare un tracciato percorrendolo direttamente con il drone, e anche costruire un tracciato dallo smartphone. In fase di costruzione, per ciascun punto è possibile impostare altezza e tempo di permanenza, e un focus point a cui punterà la telecamera. Purtroppo l’app salverà i tracciati solo una volta inviati al drone, quindi non sarà possibile pianificarne di nuovi con il solo cellulare! Se il drone perderà la connessione durante la missione automatica andrà ugualmente in failsafe, approccio sicuro ma anche penalizzante (non in Italia con le nostre normative). Mancano tutte le raffinatezze che si possono trovare su droni con Flight Controller più strutturati, come i punti atterraggio e decollo automatici, ma l’interfaccia è ben studiata e non ci si può affatto lamentare. Ci sono poi le modalità orbit e line flight, semplici ma ben realizzate e soprattutto molto utili viste le famigerate leve del telecomando.


La modalità follow me è stata oggetto di un recente aggiornamento. Si può selezionare un qualsiasi oggetto inquadrato sullo schermo e il drone comincerà a centrare la camera sull’oggetto utilizzando solo lo yaw e il comando altezza gimbal, comportandosi quindi come una sorta di cavalletto che inquadra automaticamente il soggetto. Se poi si tocca una seconda volta su quanto inquadrato il drone sarà libero di inseguire il target e cercherà di mantenere una inquadratura quanto più possibile costante dell’oggetto. Tutto il funzionamento è semplice e il risultato è davvero fluido e convincente.

Batteria

Paragrafo batteria. I primissimi voli sono stati un po’ disastrosi, temevamo di dover scrivere che il drone non arrivava ai 13-14 minuti; con il passare del tempo la durata si è via via assestata su circa 17-18 minuti con rientro al 30% (quindi con un buon margine di sicurezza), valore effettivo e reale, misurato anche in presenza di vento sostenuto, e che quindi riteniamo più che sufficiente. Oltretutto le batterie sono piccole, leggere ed economiche, quindi davvero non vediamo nessuna criticità da questo punto di vista.

Foto & Video

Le riprese hanno una definizione soddisfacente, e anche le foto, nonostante la grana abbondantissima, possono definirsi soddisfacenti. Analizzando più a fondo il risultato però, si nota la mancanza di contrasto e dettaglio, ed in post è difficile calibrare i colori o tirare fuori qualcosa da luci/ombre (è facile “bucare” il cielo).

Somigliano, dal punto di vista della gestione del dettaglio, a quelle di LG G7, se per caso lo avete mai avuto in passato. Sono paragonabili a quelle di un cellulare top di gamma di 3 anni fa. In questo caso però, visto l’utilizzo prettamente outdoor, si fa notare la gamma dinamica abbastanza stretta

Il drone genera due file video per ciascuno spezzone, uno in 4k e uno ultracompresso, comodo per la condivisione immediata (piccola nota: l’editing del 4k è pesante, avete un pc performante? In caso contrario potete girare a 1080. Non c’è dettaglio fino al 4k). E’ possibile girare dal 4k fino al 720, quest’ultimo a 30 o 60 FPS. Inoltre è possibile modificare Iso, esposizione e chiave colore. Per le immagini genera file che a seconda del dettaglio partono dai 4 fino agli 8 mb. Risultati buoni, ma un po’ di rumore. Purtroppo assente il formato raw.

Conclusioni

Ndr: abbiamo rivisto le conclusioni dopo aver installato con successo (è molto complicato) il firmware di Marzo. Lag telecomando e sensibilità al vento sono ad esempio due problemi praticamente scomparsi, mentre è migliorata notevolmente la stabilità generale.

In ultima analisi, lo Zino è un drone che ci è piaciuto molto. Basta paragonarlo al suo predecessore, l’H501, per capire quanto si siano evoluti in soli due anni prodotti del tutto sovrapponibili: gimbal e portatilità in primis.

Senz’altro ha qualche mancanza, come è ovvio attendersi da un prodotto di 300 euro con competitor che superano facilmente i 1000. Citiamo la mancanza del sensore optical flow in basso, l’eccessiva reattività ai comandi impartiti, lo scarso contrasto e dettaglio dei video e la mancanza del formato RAW/DNG; per quanto riguarda il telecomando, un leggerissimo lag persiste, il pulsante return-to-home andrebbe sostituito con uno switch, e le leve sono troppo morbide.

Vince però a mani basse per portatilità, robustezza complessiva (comodissimo il salva-gimbal per il trasporto), intuitività del software, costo contenuto, facilità di utilizzo. Buona anche la qualità d’immagine se si pensa di consumare i media su schermi piccoli e/o per brevi cut, mentre non regge certamente se si pensa di realizzare un’intero video per un grande tv 4k. Confidando che i prossimi aggiornamenti firmware sistemino le pochissime criticità evidenziate e che magari aggiungano il supporto al RAW per quanti di voi scattano foto, è un prodotto che ci sentiamo senz’altro di consigliare.

Target price? Indiegogo era più o meno sul pezzo!

  • Costruzione
  • Volo
  • Video/Foto
  • Telecomando
3.8
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